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Medicina del Lavoro

Medico competente e sorveglianza sanitaria: quando è obbligatoria

· 4 min di lettura · A cura del team tecnico Studio Sigma
Medico competente durante una visita di sorveglianza sanitaria a un lavoratore

«Ma il medico competente serve davvero anche a me?» È una delle domande che ci sentiamo rivolgere più spesso — di solito dopo una lettera dell'organo di vigilanza, o alla vigilia di un'ispezione. La risposta dipende da un solo documento: la valutazione dei rischi.

Cos'è la sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è l'insieme delle visite mediche e degli accertamenti previsti dall'art. 41 del D.Lgs. 81/08 per tutelare la salute dei lavoratori in relazione ai rischi della loro mansione.

In parole semplici: chi è esposto a rischi specifici deve essere controllato nel tempo da un medico, per verificare che il lavoro non gli stia danneggiando la salute e che sia idoneo a svolgerlo. Non è un controllo fiscale sui dipendenti e non è una formalità: è prevenzione, e per l'azienda è anche la prova documentata di aver fatto la propria parte.

Quando è obbligatoria

La sorveglianza sanitaria scatta quando la valutazione dei rischi evidenzia rischi specifici per la salute. I casi più frequenti:

  • movimentazione manuale dei carichi — magazzini, produzione, logistica, assistenza;
  • uso di videoterminali per almeno 20 ore settimanali;
  • rumore oltre i valori d'azione previsti;
  • vibrazioni meccaniche;
  • agenti chimici pericolosi, cancerogeni o biologici;
  • lavoro notturno;
  • altri rischi individuati dal DVR.

Il secondo punto è quello che sorprende di più: anche un ufficio rientra, se al computer si superano le 20 ore settimanali. È il caso della maggior parte delle attività amministrative.

Chi è il medico competente

È un medico in possesso dei titoli e dei requisiti specifici previsti dal D.Lgs. 81/08. La nomina spetta al datore di lavoro ed è obbligatoria in tutti i casi in cui la valutazione dei rischi prevede la sorveglianza sanitaria.

Il suo ruolo non si esaurisce nelle visite. Il medico competente:

  • definisce il protocollo sanitario: quali visite e accertamenti servono per ciascuna mansione, e con quale periodicità;
  • effettua le visite ed esprime i giudizi di idoneità;
  • collabora alla valutazione dei rischi insieme a datore di lavoro e RSPP;
  • visita gli ambienti di lavoro almeno una volta l'anno, o con la periodicità che stabilisce;
  • partecipa alla riunione periodica nelle aziende che ne hanno l'obbligo.

Un medico competente che non ha mai messo piede in azienda non sta facendo il suo lavoro — e il documento che firma vale poco.

Le visite previste dalla legge

L'art. 41 elenca diverse tipologie, ognuna con uno scopo preciso:

  1. visita preassuntiva: prima dell'assunzione, per verificare l'idoneità alla mansione prevista;
  2. visita preventiva: prima di adibire il lavoratore alla mansione, per accertare l'assenza di controindicazioni;
  3. visita periodica: con la cadenza stabilita dal protocollo sanitario;
  4. visita su richiesta del lavoratore, quando correlata ai rischi professionali;
  5. visita per cambio mansione, se la nuova comporta rischi diversi;
  6. visita alla cessazione del rapporto, nei casi previsti (per esempio esposizione ad agenti chimici).

A queste si aggiunge la visita al rientro dopo un'assenza per motivi di salute superiore a 60 giorni continuativi.

Gli accertamenti integrativi

La visita medica da sola spesso non basta. Il protocollo sanitario può prevedere:

  • audiometrie per gli esposti a rumore;
  • spirometrie per gli esposti a polveri, fumi o agenti chimici;
  • esami ematochimici e biologici;
  • test della vista per i videoterminalisti;
  • accertamenti specialistici mirati.

Studio Sigma eroga questi servizi tramite la propria struttura sanitaria autorizzata dalla Regione Marche e le convenzioni con laboratori accreditati.

I giudizi di idoneità

Al termine della visita il medico esprime un giudizio, che può essere di:

  • idoneità alla mansione;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea;
  • inidoneità permanente.

Il datore di lavoro è tenuto ad attuare le prescrizioni indicate e, quando necessario, ad adibire il lavoratore a una mansione compatibile. Il giudizio è ricorribile entro 30 giorni all'organo di vigilanza territorialmente competente, sia dal lavoratore sia dal datore di lavoro.

Cosa si rischia

L'omessa nomina del medico competente, quando la sorveglianza è dovuta, è punita con l'arresto da 2 a 4 mesi o con un'ammenda a carico del datore di lavoro: gli importi del D.Lgs. 81/08 sono soggetti a rivalutazione ISTAT periodica, quindi oggi sono più alti di quelli originari. Sanzioni sono previste anche per chi non invia i lavoratori alle visite del protocollo.

In caso di malattia professionale, però, il problema non sono le sanzioni: senza sorveglianza sanitaria diventa impossibile dimostrare di aver monitorato la salute dei propri lavoratori, e la posizione dell'azienda si aggrava sensibilmente.

Come funziona il servizio di Studio Sigma

Forniamo il servizio di Medicina del Lavoro tramite la nostra struttura sanitaria autorizzata dalla Regione Marche: nomini il medico competente, pianifichi le visite e gestisci le scadenze con un unico interlocutore, integrato con chi ti segue sul DVR e sulla formazione.

Se non sai se la tua azienda è soggetta a sorveglianza sanitaria, la risposta è nel tuo DVR — e se il DVR non è aggiornato, partiamo da lì.

Domande frequenti

Chi decide se serve la sorveglianza sanitaria?

Lo stabilisce la valutazione dei rischi. Se il DVR individua rischi per i quali la normativa prevede la sorveglianza sanitaria, la nomina del medico competente diventa obbligatoria.

Anche in ufficio serve il medico competente?

Sì, se si usa il videoterminale per almeno 20 ore settimanali. È il caso della maggior parte degli uffici, e viene spesso trascurato.

Il lavoratore può rifiutare la visita?

No. Sottoporsi ai controlli sanitari previsti è un obbligo del lavoratore; il rifiuto è sanzionabile e può impedire l'adibizione alla mansione.

Cosa succede se il giudizio è di inidoneità parziale?

Il datore di lavoro deve attuare le limitazioni o le prescrizioni indicate dal medico competente e, dove necessario, adibire il lavoratore a una mansione compatibile. Il giudizio è ricorribile entro 30 giorni.

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